Le persone che si avvicinano al mondo della borsa li hanno forse sentiti nominare,
ma gli acronimi ROI e ROE sono certamente sconosciuti ai più. Cosa significa ROI?
Cosa vuol dire ROE? Non si tratta di nomi propri, ma di due parametri
importantissimi per calcolare il profitto dell’investimento effettuato. Si tratta di
applicare formule matematiche per ottenere i due dati e quindi conoscere l’entità
del guadagno rispetto alla propria attività di trading su ogni titolo scambiato sul
mercato. I due elementi permettono di distinguere l’investimento e il capitale,
perché sono ovviamente molto diversi tra loro. Il capitale è il budget a disposizione
del trader per comprare titoli e provare a guadagnare, ma l’investimento è la cifra
pagata per un titolo e quindi il ricavato dalla sua vendita. Non importa tanto la
quantità di denaro, ma la percentuale di crescita del titolo tra il momento in cui è
stato comprato e quello in cui è stato venduto. Questi due parametri insieme
permettono di valutare l’attività in borsa e capire se effettivamente i risultati del
trading sono positivi oppure no. Si possono quindi adeguare le strategie da adottare
per migliorare le performance degli scambi.

L’acronimo ROI deriva dalle parole inglesi Return On Investment, in italiano è ritorno
sull’investimento. Tradotto in termini semplici si tratta del denaro. Il ROI è il
parametro che indica in percentuale l’ammontare dei soldi investiti e tiene conto dei
costi relativi all’investimento. La formula da applicare è la seguente: ROI=soldi netti
generati dall’investimento/costo totale dell’investimento x 100. Tale dato serve a
capire la convenienza dell’investimento effettuato. Infatti in base al capitale usato
per acquistare un titolo, si deve capire a quanto si rivende. Non solo vano prese in
considerazione i ricavi sui prezzi, ma vanno calcolate le eventuali commissioni, così
da verificare se la resa è ben proporzionata all’investimento. In termini meno tecnici
si potrebbe dire che si cerca di capire se lo sforzo, in relazione al denaro speso e al
tempo impiegato ha dato dei frutti soddisfacenti.

L’acronimo ROE deriva sempre dall’inglese e significa Return On Equity, in italiano è
ritorno sul capitale. Vengono intesi i soldi, quindi il denaro speso di tasca propria,
escludendo quelli che sono stati presi in prestito con il sistema della leva. Grazie a
questo parametro si capisce quanto il proprio denaro è in grado di generare e quindi
il profitto reale. Per ottenere il dato si deve applicare una formula matematica:
ROE= soldi netti generati dall’investimento/costo personale dell’investimento x 100.
Fare il conto è molto semplice e si riesce ad avere una percentuale chiara
sull’effettiva convenienza dell’investimento e sul ritorno che viene accreditato sul
proprio conto, al di là di prestiti, commissioni e altre spese che possono essere generate dall’investimento. Si potrà decidere, inoltre, come preparare le prossime
mosse, perché i parametri indicheranno se sia stato o meno un buon investimento e
quindi per il futuro si farà tesoro dell’esperienza. Il ROE è decisamente utile, ma è
bene fare un esempio per comprendere al meglio come usare i calcoli.

Ipotizzano la compravendita di un immobile, si può vedere direttamente come
applicare il calcolo del ROI e del ROE e si può capire quale sia la loro importanza. Il
costo della casa ammonta a 100 mila euro, includendo le spese accessorie, e si
richiede un finanziamento di 80 mila euro, utilizzando dal proprio budget personale
una cifra pari a 20 mila uro, ovvero il 20% del totale. Si vende l’immobile a 140 mila
euro quindi il ROI è pari al 40%, mentre il ROE è del 200%. Complessivamente cè un
guadagno del 40% sul capitale complessivo investito, mentre considerando la
somma personale, il profitto ammonta al 200%. Ciò significa che l’investimento è
stato decisamente proficuo. Dal punto di vista della somma totale il ritorno è buono,
ma sulla parte personale dell’investimento, il ritorno è decisamente buono. Come si
può facilmente intuire i due parametri consentono di avere una visione precisa su
come sia stato utile e conveniente l’investimento. Naturalmente potrebbe essere
diverso dall’esempio e non esserci profitto, ma il calcolo va semplicemente applicato
alla propria situazione.

Il ROI fornisce il guadagno sul costo totale, mentre il ROE indica il profitto sulla spesa
personale, quindi sulla parte di capitale che non viene presa in prestito ma dal
proprio portafoglio. ROI e ROE sono elementi fondamentali all’interno del bilancio di
un’azienda, così come lo sono in Borsa e vanno messi in relazione con il Price per
Earnings, che costituisce uno dei fattori da usare nell’approccio dell’analisi
fondamentale usata nel trading. Ovviamente il PE è opposto del ROI. Il calcolo del
ritorno dell’investmento può essere fatto su una varietà di casi, ma si presta bene
nel caso degli immobili e soprattutto deve essere fatto prima di compiere
un’operazione, così si può conoscere l’eventuale convenienza e il decidere da farsi. Il
conto sul ROI è l’ideale quando si agisce con le locazioni immobiliari. Se si segue
questa strada, è necessario personalizzare la formula, con un piccolo aggiustamento
calibrato sulla realtà per cui si sta eseguendo il conto, visto che si esegue in anticipo
e non successivamente all’investimento fatto.

Il numeratore della formula per il calcolo del ROI non potrà essere rappresentato
dalle entrate nette, bensì dalle entrate totali ipotizzate come importo generato dall’investimento.
Per meglio chiarire il da farsi, si può usare il medesimo esempio
dell’immobile. Supponendo di dover acquistare a 100 mila euro la casa, si chiedono
in prestito 80 mila euro e si mettono 20 mila euro personali. A questo punto si
decide di affittare a una terza persona per 5 mila euro all’anno. Il ROI è del 5%,
mentre il ROE ammonta al 25%. Con i parametri si può considerare il guadagno
complessivo e quello personale dell’investimento, così da avere la previsione di
quanto si potrà incassare e decidere se il ritorno sia rispondente alle proprie
aspettative. Eseguendo il calcolo prima di investire aiuta a operare delle scelte,
eventualmente anche tra due asset diversi, oppure semplicemente tra due case
differenti. La decisione potrebbe riguardare il prezzo o la trattativa. Ci sono molte
buone ragioni per utilizzare i due parametri.

Va precisato che il ROI non può essere infinito, mentre il ROE sì. Infatti il ROI viene
calcolato sull’intera cifra, compresa la parte richiesta in prestito, quindi ovviamente
non si può avere un qualsiasi ritorno, ci dovrà sempre essere un rapporto con la
somma investita e con quella richiesta. Il ROE, invece, può arrivare a una qualsiasi
percentuale, quindi infinita, perché sul capitale del proprio portafoglio non si è
investito nulla. Se invece di utilizzare come esempio l’acquisto dell’immobile si usa il
trading, si ha un risultato uguale, ma è ancora più facile capire il rapporto tra ROI,
ROE e infinito. Infatti con gli investimenti in borsa si può scegliere la modalità della
leva, lavorare con un broker e decidere di utilizzare denaro non proprio. Grazie a
questo espediente si moltiplicherà il profitto, perché si potrà investire denaro di cui
non si dispone, restituendo però quanto chiesto in prestito e guadagnando sulla
plusvalenza. Il calcolo di ROI e ROE viene effettuato successivamente, perché
giocando in borsa è più difficile avere i dati necessari per fare il conto prima di
conoscere le cifre effettive che si possono incassare.

L’analisi della redditività, a questo servono ROI e ROE, ha l’obiettivo di apprezzare
l’attitudine della gestione aziendale a remunerare il capitale che ha concorso alla
sua formazione. Nelle aziende, per la formazione del bilancio e anche per una
semplice verifica della capacità di far fruttare gli investimenti fatti. All’interno delle
imprese si parla di criterio della pertinenza gestionale e si usa per distinguere tra
l’attivo e il passivo del bilancio, così da valutare l’operatività e la gestione da parte di
chi ha in mano le redini dell’azienda. Il ROI divide il reddito prima di detratte le
imposte, gli oneri finanziari e le altre spese per il capitale totale investito. Invece il
ROE viene calcolato dividendo il reddito netto riferito all’esercizio per il patrimonio
netto. In questo modo si può controllare la rendita delle attività svolte rispetto al denaro personale investito, ovvero al capitale netto impegnato per acquisti di azioni, di immobili e di altre attività.

La traduzione dei risultati in percentuale non è necessario, ma può aiutare a fare le
valutazioni del caso, specialmente se non si ha a che fare solamente con il bilancio
personale, ma si opera all’interno dell’azienda. Tuttavia le percentuali sono efficaci
quando si tratta di verificare i profitti ottenuto dall’impegno di alcune somme. Nel
caso in cui il costo medio del capitale sia superiore al ROI, significa che il capitale
investito ha reso meno rispetto al suo costo, quindi l’azienda non ha svolto un buon
lavoro oppure il singolo investitore ha sbagliato a scegliere il tipo di titolo, immobile
o attività su cui investire il denaro. Non è complesso capire cosa sia positivo e cosa
no, soprattutto perché più alte sono le percentuali ottenute dal calcolo e più
interessanti sono i profitti. ROI e ROE sono comunque indicatori, quindi hanno una
misura relativa e per avere un confronto è bene fare un paragone con investimenti
simili o con aziende dello stesso settore, così da comprendere se il lavoro svolto sia
all’altezza e se i rendimenti siano bassi oppure se si sia scelto male.


Hai già richiesto la tua copia OMAGGIO di OverPerform?

Richiedila subito QUI