La storia dell’euro

La storia dell’euro

La nascita della comunità Europea

La comunità Europea nasce come collaborazione economica al fine di evitare nuovi conflitti nel continente e regolarizzare un mercato in continua espansione. Il primo segnale di creazione del sistema Europeo si ebbe nel 1957 quando, paesi come l’Olanda, l’Italia, il Belgio, la Germania, la Francia e il Lussemburgo, decidono di unirsi al fine di creare la Comunità Economica Europea (CEE) e L’Euratom, ovvero la Comunità Europea per l’energia Atomica.

Il fine di queste due istituzioni era quello di creare un sistema economico che si rapportasse alle nuove esigenze dello sviluppo dell’economia del dopo guerra, con eventualmente futura unione politica. I paesi aderenti divennero in seguito ventisette e con il Trattato di Maastricht nel 1992 si eliminò il suffisso economico per sostituire quello di Comunità Europea. Uno dei pilastri della sua creazione rimane comunque l’economia , con la creazione di un moneta unica, l’abbattimento delle barriere doganali e la creazione di una banca centrale europea con il compito di regolarizzare i tassi. L’euro, la moneta unica presente in Europa è stato il legame finale che ha mantenuto in essere il sistema economico dell’Europa fino ad oggi. La storia dell’euro può essere considerata come il collante che ha permesso la creazione e lo sviluppo dell’Europa odierna.

 

Il sistema unico monetario: l’eurozona

La moneta unica non è stata però applicata da tutti i paesi membri della Comunità Europea. Ad oggi su ventotto stati che fanno parte della comunità Europea, solo 19 hanno accettato l’utilizzo dell’euro. Subito dopo il trattato di Maastricht, il primo gennaio del 1993 vengono eliminate le barriere doganali, portando a un passo avanti verso la creazione di una moneta unica. Qual’è la vera storia dell’euro?

 

L’euro l’evoluzione del mercato

La storia dell’euro risale alla situazione economica conseguente la fine della seconda guerra mondiale. A conclusione della guerra furono firmati dai quarantaquattro paesi vincitori degli accordi che prevedevano la ricerca di una stabilità economica al fine di controllare la politica monetaria internazionale, in modo da evitare successive crisi che potessero condurre a nuovi conflitti mondiali. Gli accordi presero il nome della cittadina in cui vennero sottoscritti Bretton Woods in New Hampshire , Stati Uniti. Elemento principale degli accordi fu l’istituzione del Fondo Monetario Internazionale e venne inoltre stabilito un valore di scambio fisso tra le valute correnti in base a un parametro che era quello del dollaro americano. Per venti anni l’economia monetaria è rimasta in equilibrio grazie a questi parametri, fino al 1969 quando si determinò la caduta del sistema degli accordi di Bretton Woods. Il sistema di tasso di cambio fisso crollò il 15 agosto del 1971, quando il presidente degli Stati Uniti Richard Nixon, annunciò al mondo intero che non sarebbe stato più possibile convertire dollari con oro. Tale interruzione del sistema, implicò enormi conseguenze sui tassi di cambio delle monete che iniziarono a fluttuare costantemente, creando incertezza, insicurezza e instabilità nel mercato. Per rispondere a tale condizione di incertezza, nel 1979 venne quindi creato il sistema monetario Europeo, per impedire le fluttuazioni non controllate tra le monete che erano legate dall’Ecu, un altro piccolo passo nella storia dell’euro.

 

L’Ecu il precursore dell’euro

L’ecu era una misura di calcolo del valore delle monete degli stati appartenenti alla Comunità Economica Europea. Era una moneta scritturale, intesa come non realmente su carta, perché non poteva essere utilizzata per gli scambi. Gli stati appartenenti alla CEE, si sarebbe impegnati ad attuare delle politiche al fine di ridurre la fluttuazione dei tassi di cambi. L’Ecu, anche se era una moneta virtuale e non utilizzata per gli scambi, è il precursore dell’euro e quindi importante nella storia dell’euro. La sua creazione permise all’Europa di opporsi a un mercato mondiale regolato dai tassi di cambio in rapporto al dollaro degli Stati Uniti D’america. Arriviamo così al 1989, quando venne elaborato il progetto di costruire l’Unione Economica Europea, stabilendo tre fasi di attuazione del progetto. Protagonisti principali di tale ideazione furono il cancelliere tedesco Helmut Kohle e il presidente francese Mitterand. Le fasi avrebbero prodotto, l’abbattimento delle restrizioni delle circolazioni dei capitali, la creazione dell’IME (Istituto Monetario Europeo) e della BCE (Banca Centrale Europea) e la fissazione irrevocabili dei tassi di cambio con l’introduzione di una moneta unica che avrebbe mantenuto tali tassi costanti.

 

I contrasti per una moneta unica

La storia dell’accetazione dell’euro come moneta unica non è stata semplice. Infatti alcuni stati Europei sin dall’inizio non accentarono l’idea di eliminare la loro moneta e assoggettarsi a un sistema unico, non aderendo all’euro. Anche alcuni economisti di fama mondiale, si opposero all’idea di un tale sistema economico. Gli oppositori erano guidati da Margaret Thatcher ,primo ministro Inglese, la quale ribadiva che una Comunità Europea con un economia più solida e con una moneta unica sarebbe stata inevitabilmente guidata dai Tedeschi. Inoltre gli economisti sostenevano che l’euro non sarebbe riuscito a rispecchiare economie diverse come quelle presenti negli stati membri troppo differenti tra loro, data la presenza di diverse politiche fiscali, diverse strutture organizzative finanziare, diversi regolamenti bancari, e diverse forme di sviluppo economico. Inoltre si ribadiva che l’introduzione della moneta unica doveva essere affiancata da un unione anche di tipo politico. Si arriva così al 1992. I fautori dell’Eurozona erano consapevoli che un unione monetaria, senza una realtà politica sarebbe stata difficile, da mantenere ed attuare, per questo decisero di istituire tutta una serie di regole e di parametri che dovevano essere rispettate dai paesi membri.

 

Il Trattato di Maastricht e la diffusione dell’euro

Il trattato di Maastricht è la pietra miliare nella storia dell’euro. Il trattato confermato con il patto di stabilità del 1997, prevedeva una serie di norme tra le quali le più importanti erano quelli di natura economica. Si poneva un limite al deficit che uno stato membro poteva avere e che non doveva superare il tre per cento del prodotto interno lordo. Il debito pubblico doveva essere al massimo pari al sessanta per cento del prodotto interno lordo, e inoltre si doveva contenere l’inflazione con un basso tasso. A Maastricht si decise anche la seconda fase del piano di creazione dell’unione economica con la creazione della BCE, Banca Centrale Europea, un altro passo verso la moneta unica. Nel 1999 l’euro fu finalmente adottato fissando i tassi di cambio delle valute di undici stati membri. Le imprese potevano fare da quel momento transazioni in euro, con il vantaggio di sapere che i tassi di cambio tra gli stati membri erano fissi e i valori in euro furono posti vicino alle valute dei singoli paesi membri. L’euro divenne la moneta virtuale di dodici paesi: Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Grecia, Italia, Lussemburgo, Olanda, Spagna, Portogallo. Gli stati membri iniziarono a coniare la moneta affiancandola a quella esistente nel mercato nazionale. Il periodo di transizione per per attuare le normative necessarie al fine di sostituire la moneta unica con quelle nazionali è durata due anni, fino al 2002, anno in cui definitivamente le monete dei singoli stati membri sono state sostituite da quelle unica. Successivamente altri stati sono entrati a far parte dell’unione monetaria utilizzando a loro volta l’euro, tra questi anche la città del Vaticano. Oggi giorno quasi trecentotrentadue milioni di persone utilizzano l’euro come moneta principale.

 

I vantaggi dell’euro

La moneta unica ha determinato un evoluzione del sistema economico europeo. A quindici anni dalla sua immissione nel mercato, non si può ancora dire se abbia determinato uno svantaggio o un vantaggio per i mercati e i cittadini della Comunità Europea. LA storia dell’euro, dimostra comunque la volontà del mondo Europeo di evolversi verso nuovi sistemi economici e politici. Una cosa comunque è certa. Al di là delle critiche, o delle valutazioni a favore, ormai è un dato di fatto che l’euro appare come una forma di identità economica all’interno del sistema Europeo. Siamo talmente abituati a viaggiare da una parte e l’altra del vecchio continente e a pagare con la stessa moneta che al ripensare al passato e ai cambi, ai soldi che rimanevano in tasca perché non si riuscivano a riconvertire nella valuta nazionale, possiamo considerare che nella sua storia la moneta unica ci ha cambiato.

 

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