Come scegliere l’investimento nel mercato finanziario

Il mercato finanziario moderno offre una scelta di prodotti economici molto vasta. Quasi ogni mese vengono offerte nuove azioni, obbligazioni o fondi su cui poter investire. Se a questo si aggiungono, derivati, swap, features , covered warrant e gli altri prodotti di nicchia, si evidenzia come la scelta è davvero ardua. Come fare quindi a valutare quale titolo scegliere, o se in questo momento di andamento economico sia meglio investire su un titolo azionario rispetto a uno obbligazionario? I parametri di valutazione sono diversi, basandosi principalmente su un analisi economica, statistiche e informazioni concernenti l’emittente di quel prodotto finanziario. Ma anche questi dati alla fine non riescono a dare un quadro completo che ci permette di effettuare una scelta. Un aiuto fondamentale per la valutazione del rischio del proprio investimento ci viene offerto dalla valutazione del rating, e dal ruolo delle agenzie di rating specializzate in questo settore.

 

Il ruolo delle agenzie di rating

Il rating è il termine anglosassone per definire una valutazione o giudizio che viene espresso da parte di una società specializzata su un determinato prodotto finanziario. Tale giudizio rappresenta una sorta di voto che la società di rating esprime nei confronti dell’emittente di prodotto finanziario. La società di rating verifica in base a dei parametri precisi, la capacità di una determinata azienda di garantire il rimborso del credito. Quindi minore è il rischio del credito, maggiore è il voto che viene espresso dalle società di rating. Per comprendere meglio il principio del rating effettuiamo un esempio matematico. Immaginiamo di valutare il rischio in base a un parametro matematico che vada da 1 a 3, in cui il valore più alto indica un rischio minore, rispetto a quello più basso che indica un rischio maggiore. Viene immesso sul mercato da un’impresa un prodotto finanziario. Il ruolo delle agenzie di rating sarà quello di considerare che voto dare all’impresa. Quindi se viene espresso un voto vicino al tre, questo potrebbe essere determinate per la scelta dell’acquisto del titolo se vogliamo effettuare un investimento ponderato. Se invece il voto si avvicina all’uno allora la scelta è più rischiosa.

 

Le agenzie di rating e la creazione dei parametri

Quindi le agenzie di rating sono delle società private che hanno il ruolo di intermediari finanziari tra le società emettenti di titoli e il singolo investitore, dato che svolgono un ruolo di consulenza e valutazione. Nel primo caso, il loro ruolo consiste nell’effettuare per conto di privati o enti statali delle analisi e delle statistiche su una determinata impresa. Nel secondo caso invece viene espresso un giudizio, quindi un rating, in base ovviamente agli studi specifici eseguiti. Per esprimere il proprio giudizio quindi le agenzie elaborano una serie di informazioni pubbliche, con particolare attenzione a rendiconti economici, bilanci, capacità di immobilizzazione dell’azienda e liquidità presente nei loro conti. Sulla base di questi parametri esaminati esprimono la loro valutazione.

Le principali agenzie di rating nel mercato mondiale sono :

-La Standard & Poor’s: fondata nel 1941, con sede a New York, negli stati Uniti d’America;

-Moody’s Corporation: fondata nel 1909 con sede a New York, negli Stati Uniti d’America;

-Fitch Rating : fondata nel 1913 con sede a New York , Stati Uniti D’America.

 

A queste si sono aggiunte altre agenzie di rating, come quella cinese Dagong di recente fondazione, dato che è stata creata nel 1994. La sua istituzione è importante offrendo sul mercato parametri e valori differenti rispetto alle principali agenzie Americane.

 

I parametri di rating come si determinano

I parametri in base ai quali viene espresso il giudizio e il voto di rating , non sono di dominio pubblico, e rimangono un segreto delle singole agenzie. In ogni caso si è stabilito una standardizzazione delle valutazioni utilizzando una scala di valutazione in base a una dicitura precisa con un suo relativo significato. Il sistema prevede una parametro sia letterale che numerico. La combinazione della valutazione in base alle lettere, con il numero delle stesse determina un maggiore o minore apprezzamento del rischio sul credito da parte di un impresa.

Seguendo la classificazione generale presente in tutte le agenzie di rating avremo:

AAA: ottima qualità dell’ente, massima affidabilità e stabilità. E’ la valutazione migliore che può essere attribuita a una società che emette una serie di prodotti finanziari, dato che prevede un rischio molto basso nel credito. I bilanci di questo ente sono in attivo, nonché la sua capacità finanziaria e la sua liquidità è forte. Investire nei suoi prodotti può essere un azione ponderata e sicura;

AA: ente stabile, ma potenzialmente esposto. Una valutazione che riguarda quindi quelle aziende che pur avendo per esempio una forte redditività hanno delle condizioni che le espongono a pericoli che possono determinare rischi aggiuntivi sul credito;

A: ente la cui capacità finanziaria si trova in condizioni economiche avverse. Si fa riferimento a società in difficoltà economiche, quindi che hanno per esempio dichiarato una perdita nel bilancio o una redditività bassa. Un investimento nei loro prodotti finanziari, potrebbe determinare ottimi utili, ma anche un rischio alto di poter perdere il proprio credito;

BBB: ente le cui finanze sono momentaneamente soddisfacenti. Società che in realtà si trovano in una situazione tale da dimostrare nel momento in cui viene espresso il voto di rating una situazione economica soddisfacente. Il giudizio però non puà essere certo per il futuro;

B: ente dalla situazione economica variabile. Imprese che non hanno una certezza negli investimenti futuri e quindi rendono il rischio sui loro prodotti alto;

CCC: dalle finanze vulnerabili. Società che hanno situazione finanziarie molto aleatorie, soggette all’andamento del mercato con nessuna redditività e sicurezza;

CC: ente dalle finanze altamente vulnerabili. In queste aziende vi sono delle situazioni collegate al bilancio, alla liquidità e alla redditività che le rende particolarmente deboli in rapporto all’andamento del mercato;

C: ente che ha inoltrato istanza di fallimento. Società che avendo inoltrato istanza di fallimento si trovano in difficoltà nell’adempiere ai propri impegni nei confronti dei creditori. Una parte del credito sarà garantita mentre l’altra se non si risolve il fallimento rimarrà senza adempimento;

RD: ente che non paga alcuni impegni, mentre continua a pagare altre obbligazioni. Sono quelle società che per una condizione di esposizione economica riescono a adempiere solo ad alcuni dei loro impegni come quelli obbligazionari, dato che tali prodotti appartengono ad asset differenti nel mercato;

D: l’ente è in stato di fallimento e quindi insolvente. Società che ormai essendo fallite, non possono adempiere ai loro obblighi economici.

 

Il ruolo delle agenzie di rating appare, in base ai parametri su indicati, fondamentale per il mercato finanziario. Infatti, il loro giudizio e il voto espresso influenzano le scelte dell’investitore. Precisiamo che non è che tutti gli investitori acquistano solo i prodotti migliori sul mercato perché caratterizzati da società emittenti forti e con basso rischio del credito. Ma è importante essere coscienti che se si acquista per esempio un prodotto appartenente a un azienda classificata con un giudizio come quello di “B”, si potrebbero avere guadagni maggiori rispetto a una classificata con “AAA”, ma anche il rischio maggiore dato la situazione economica variabile dell’ente, di poter perdere parte del proprio credito. Questa osservazione ci porta inevitabilmente a domandarci se le agenzie di rating possano essere considerati degli arbitri imparziali, con giudizi che non rispecchiano in nessun modo un interesse di parte.

 

Critiche al sistema del rating

Sono numerose le critiche sulle agenzie di rating. Coloro infatti che si oppongono al principio del rating espongono a loro favore alcune considerazioni che nell’analizzare il ruolo delle agenzie di rating nel mercato mondiale non possiamo non considerare.

Per prima cosa si deve considerare la composizione di tali società private. In alcune di esse sono presenti come azionisti alcune delle aziende su cui si effettua il giudizio. La domanda sorge quindi spontanea. Se uno degli azionisti di maggioranza è un azienda su cui si deve esprimere il giudizio, questo sarà imparziale oppure inevitabilmente condizionato?

Seconda critica che viene effettuata, riguarda il fatto che molto spesso il rating viene commissionato, quindi con il pagamento di un ingente costo per la prestazione svolta, da altre società quotate a loro volta nel mercato e quindi concorrenti con gli enti su cui si deve esprimere il voto. Anche in questo caso si pone la domanda, se il voto che determina il rating possa essere considerato imparziale.

Altro aspetto non meno importante è che le tre principali agenzie di rating sono di origine statunitense, e anche se hanno sedi in altre città come Londra, comunque sono collegate direttamente al mercato Americano. Di recente formazione è quella cinese Dagong, ma ancora adesso si considera sul mercato principalmente l’influenza delle tre principali agenzie americane.

Ultima considerazione che è stata esposta è riguarda il controllo di queste società private. Chi controlla che il giudizio da loro emesso sia imparziale e non guidato al fine di colpire una determinata azienda? I paesi come l’Italia e la Comunità Europea più di una volta hanno provato a intervenire con organi come per esempio la Consob che durante i momenti di crisi, ha più volte invitato al tavolo di discussione le società di rating. Ma alla fine è un dato di fatto. Le società di rating possono portare in alto o far crollare una società nel mercato. Basta il loro giudizio.


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