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Parliamo spesso di investimenti, mercati, rendimenti. Molto meno spesso parliamo del modello con cui le persone vengono accompagnate a prendere decisioni finanziarie.
Ed è un problema.
Perché oggi la consulenza finanziaria, così come è strutturata, non è solo costosa. È intrinsecamente sbilanciata. E soprattutto, crea dipendenza invece che autonomia.
E sia chiaro, non lo dico da hater, ma da ex Consulente Finanziario Indipendente, uno che questi meccanismi li conosce, li ha fatti propri e ha deliberamente deciso di cancellarsi dall'Albo.
Una verità scomoda: la consulenza finanziaria è un lusso mascherato
C’è una narrazione diffusa secondo cui “farsi seguire da un professionista” sia sempre la scelta migliore. In teoria è vero. In pratica, per la maggior parte delle persone, è un lusso che non possono permettersi — o che pagano senza rendersene conto, soprattutto quando quel professionista è una qualasiasi persona che abbia superato un esame a crocette (non serve un laurea, non serve un percorso specifico, non serve un esame scritto o orale, non serve esperienza di tirocino. Niente di tutto ciò).
Non parliamo solo di parcelle esplicite. Quelle, almeno, sono visibili. Il vero costo è nascosto nei prodotti: fondi, polizze, gestioni con strutture commissionali complesse, spesso abbondantemente superiori al 2–3% annuo.
Un numero che, nel lungo periodo, fa la differenza tra raggiungere un obiettivo e fallirlo.
La cosa più grave? La maggioranza delle persone non sa quanto sta pagando davvero. Non perché non sia in grado di capirlo, ma perché il sistema è progettato per rendere difficile il confronto.
E questo vale per entrambi gli "schieramenti" della Consulenza Finanziaria: quella tradizionale, bancaria, e quella indipendente/autonoma. Nel primo caso parliamo di un costo medio del 2,8% annuo (principalmente causato da prodotti finanziari costosi); nel secondo caso di un costo minimo di 1200€/anno, oltre al 1,7% medio (principalmente causato da parcelle, IVA e costo dei prodotti finanziari).
NB: tutti i dati sono disponibili su https://www.bancaditalia.it/statistiche/
La dipendenza da chi “è abilitato”
C’è poi un altro tema, ancora più delicato.
Nel modello tradizionale, la tua tranquillità finanziaria dipende da una figura che tendenzialmente non ha mai gestito capitali ed è inserita in una rete commerciale dove segue regole decise da altri (e si, vale anche per i Consulenti Autonomi che lavorano con SCF).
Questo non rende automaticamente il consulente incompetente o in malafede. Ma crea una asimmetria strutturale.
Tu dipendi dalle sue scelte. Lui raramente dipende dalle conseguenze delle tue.
Se il prodotto va male, difficilmente ne risponde. Se cambi banca, cambi consulente. Se cambia la rete, cambiano i prodotti “migliori”.
Non c’è continuità. Non c’è trasferimento di competenze. C’è delega.
E la delega cieca, in finanza, è pericolosa.
La mia esperienza dall’altra parte del tavolo
Io questo sistema lo conosco bene. Non per sentito dire, ma perché ci lavoro dentro.
Sono stato un consulente finanziario indipendente e da anni seguo persone che arrivano da esperienze bancarie frustranti: portafogli incoerenti, costosi, difficili da spiegare persino a chi li ha venduti.
Il mio approccio è sempre stato diverso: spiegare, educare, rendere le persone consapevoli. Il mio più grande traguardo non è avere sempre più clienti e fatturato, ma sentirmi dire dalle persone che seguo "Grazie Gianluca, non ho più bisogno di te. Ora sono pronto a continuare da solo."
Ma a un certo punto ho dovuto fare i conti con un limite evidente. La consulenza di qualità richiede tempo. Il tempo costa. E non tutti possono — o vogliono — permetterselo.
A quel punto la domanda è diventata inevitabile:
tutto questo lavoro deve davvero essere fatto sempre da una persona, caso per caso?
La risposta è no (ed è qui che entra in gioco l’AI)
Gran parte della consulenza finanziaria non è intuito. È metodo.
È capire gli obiettivi, stimare tempi e capitali necessari, valutare il rischio, confrontare strumenti, simulare scenari. Processi ripetibili, strutturabili, spiegabili. Come con un algoritmo.
Ed è esattamente qui che l’Intelligenza Artificiale è straordinariamente efficace.
Non perché “decide meglio”. Ma perché applica regole in modo coerente, analizza dati senza stancarsi e soprattutto spiega.
Usata bene, l’AI non sostituisce il consulente. Sostituisce il modello sbagliato di consulenza.
E lo ha capito anche Paolo Savono, Presidente di CONSOB, che in un discorso al Parlamento Italiano nel Giugno 2025 ha detto - cito testualmente - "Il termine consulente finanziario non esprime più il ruolo che avete sul mercato, perché, con gli sviluppi delle tecnologie, rischiate di scomparire. Ci saranno, infatti, meccanismi tecnologici che daranno al cliente le risposte che voi gli date ora”
Finley nasce da questa consapevolezza
Finley non è un robo-advisor che investe al posto tuo. Non è un corso travestito da app. E non è un consulente virtuale che ti dice cosa comprare.
È un assistente finanziario intelligente pensato per aiutarti a:
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capire se il tuo piano ha senso
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sapere quanto stai pagando davvero
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confrontare alternative più efficienti
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monitorare i tuoi obiettivi nel tempo
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capire il perché dietro ogni suggerimento
Tutto ciò che oggi richiede parcelle elevate o prodotti in conflitto di interesse diventa accessibile, trasparente, verificabile.
Il vero obiettivo non è “farti seguire”, ma renderti autonomo
Il punto non è sentirsi rassicurati. È sentirsi competenti.
Capaci di parlare di investimenti con una banca, un consulente, un partner, senza annuire nel vuoto. Capaci di dire “questo lo capisco” e “questo no”.
Finley non elimina il confronto umano. Lo riequilibra.
Quando serve davvero una decisione complessa, il supporto umano resta. Ma non è più l’unica strada possibile.
Un cambio di paradigma necessario
Per troppo tempo la finanza personale è stata raccontata come qualcosa di:
-
complicato
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elitario
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riservato a pochi “addetti ai lavori”
Oggi non deve più essere così.
L’Intelligenza Artificiale, se usata con criterio, permette di abbassare i costi, ridurre i conflitti e aumentare la consapevolezza.
Finley non promette rendimenti straordinari. Promette chiarezza.
E in un mondo finanziario confuso, la chiarezza è già una rivoluzione.
👉 Vuoi partecipare allo sviluppo di Finley?
In questo momento stiamo raccogliendo feedback per definire le funzionalità finali di Finley.
Abbiamo preparato un breve questionario (5 minuti) che ci aiuterà a capire:
-
quali sono oggi le difficoltà più concrete nella gestione del denaro
-
cosa ti aspetteresti davvero da uno strumento come questo
-
quali funzionalità sono prioritarie e quali no
👉 Compila il questionario qui: https://form.jotform.com/253435208238355
Chi parteciperà avrà accesso prioritario alle prossime fasi di test e a un confronto più diretto sul progetto.
La finanza personale non ha bisogno di nuovi guru. Ha bisogno di strumenti migliori.
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