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Come (NON) investire per i figli: i Buoni Minori di Poste Italiane

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Risparmiare per il futuro dei propri figli è un desiderio comune tra i genitori. Con il Buono Minori, Poste Italiane offre uno strumento dedicato per questo scopo, permettendo anche di calcolare quanto renderà l'investimento. Tuttavia, la somma indicata non tiene conto di un dettaglio cruciale: l'inflazione. Questa omissione rappresenta un'occasione persa per fornire una seria educazione finanziaria.

 

L'Importanza di Risparmiare per i Figli

Risparmiare per i figli piccoli è uno degli obiettivi più sentiti dai genitori. Nei secoli passati, le famiglie risparmiavano per maritare le figlie, preparando una dote da portare al futuro marito e accrescere il potere contrattuale della sposa. Negli Stati Uniti, i genitori risparmiano in previsione delle elevate rette universitarie. Anche in Italia, le famiglie continuano a risparmiare non solo per sostenere le spese educative, ma anche per facilitare ai figli l’avvio al lavoro e affrontare le prime incertezze della vita. Questo risparmio rappresenta una forma di amore e protezione, un tentativo di assicurare un futuro più sereno e stabile per i propri figli.

 

Un Bond Postale da Tenere a Lungo

Avere strumenti dove collocare questi risparmi è estremamente utile, sia per mettere a frutto quanto accantonato sia per proteggerli dalla tentazione di spenderli anzitempo. Il porcellino salvadanaio era una barriera per la seconda, ma non risolveva il primo problema: il rendimento delle monete era nullo e il loro valore esposto alla erosione del potere d’acquisto. Per questo, il Buono Minori di Poste Italiane rappresenta una soluzione interessante. Questo titolo può essere acquistato da un genitore, un parente o un amico e donato a un minore, che ne beneficerà al compimento della maggiore età. È un titolo garantito dallo Stato e con una tassazione del 12,5%, la stessa applicata a BOT, BTP e altri bond.

 

Rendimento e Durata dell'Investimento

L’aspetto interessante del Buono Minori è che il rendimento medio annuo è legato al periodo di detenzione: tanto più è lungo, tanto maggiore sarà il rendimento. Se lo si detiene per soli due anni – ovvero lo si compra per un ragazzo o una ragazza di 16 anni – il rendimento annuo lordo è del 2,5%, meno di un BTP a due anni (oggi 2,9%). Ma se lo si compra alla nascita del minore e lo si detiene per 17-18 anni, Poste promette un rendimento nominale del 6% annuo. Questo significa che se i nonni regalano al pargolo appena nato un buono da mille euro, al diciottesimo compleanno il giovane disporrà di 2.854 euro – 2,8 volte quanto regalato dai nonni. Questo rendimento supera quello di un BTP che scade tra 18 anni (circa il 3,8% annuo, se detenuto a scadenza). Tuttavia, i due titoli non sono direttamente confrontabili: il BTP si può negoziare e rivendere sul mercato, il Buono Minori no, e il rendimento attraente lo si ottiene solo se lo si conserva fino alla scadenza.

 

Il Calcolo del Rendimento: Un Dato Mancante

C'è un aspetto importante nel modo in cui il Buono Minori è presentato alle famiglie: il calcolo del rendimento. Il sito delle Poste mette a disposizione un simulatore del valore del buono, che con due semplici informazioni – la data di nascita del minore e l’importo dell’investimento – restituisce quanti euro si otterranno al compimento del diciottesimo anno. Tuttavia, questo calcolo è fuorviante perché non considera l'inflazione. È improbabile che tra 18 anni il bimbo possa acquistare con 2.598 euro ciò che potrebbe comprare oggi con mille euro. L'inflazione erode il potere d'acquisto, e sarebbe utile se Poste fornisse una stima del valore reale del buono al momento del rimborso.

Ad esempio, ipotizzando un'inflazione al 2% – l'obiettivo della Banca Centrale Europea – il valore reale del Buono Minori al compimento della maggiore età sarebbe del 43% più basso, circa 1.817 euro. Questo dato, sebbene arbitrario, fornirebbe una visione più completa della convenienza dell'investimento. Ignorare completamente l'inflazione può indurre i risparmiatori a una falsa sicurezza riguardo al valore futuro dei loro risparmi.

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Fonte: sito web Poste Italiane

 

L'Importanza di Considerare l'Inflazione

L'inflazione è un fattore cruciale da considerare quando si valuta un investimento a lungo termine. Essa rappresenta l'aumento generale dei prezzi nel tempo e riduce il potere d'acquisto della moneta. Un rendimento nominale del 6% può sembrare allettante, ma se l'inflazione è del 2% annuo, il rendimento reale – ossia il guadagno effettivo al netto dell'inflazione – scende al 4%. Questo significa che, in termini di potere d'acquisto, i soldi risparmiati oggi avranno un valore significativamente inferiore tra 18 anni. Per questo, è fondamentale che gli investitori comprendano la differenza tra rendimento nominale e rendimento reale.

 

Un'Occasione Persa per l'Educazione Finanziaria

Rimane una domanda: perché questa informazione non viene offerta ai sottoscrittori del Buono Minori? Non si tratta di ignoranza, poiché chi emette titoli conosce bene la differenza tra rendimento nominale e reale. Una spiegazione potrebbe essere la volontà di "gonfiare" il rendimento per rendere il buono più attraente, giocando sul fatto che molti non considerano l'effetto dell'inflazione. Fornire quella informazione sarebbe un modo serio di fare educazione finanziaria e dimostrare trasparenza. Offrire una stima del rendimento reale non solo aiuterebbe i risparmiatori a prendere decisioni più consapevoli, ma rafforzerebbe anche la fiducia nel prodotto e nell'istituzione che lo propone. Un passo avanti verso una maggiore consapevolezza finanziaria e una gestione più responsabile dei risparmi.

 

Conclusione

Il Buono Minori di Poste Italiane non rappresenta una valida opzione per i genitori e i nonni che desiderano mettere da parte dei risparmi per il futuro dei propri figli o nipoti. E' infatti essenziale comprendere l'importanza di considerare l'inflazione quando si valuta l'effettivo rendimento di questo investimento a lungo termine. Offrire una stima del rendimento reale, tenendo conto dell'inflazione, non solo migliorerebbe la trasparenza del prodotto, ma contribuirebbe anche a una migliore educazione finanziaria. Solo in questo modo si può garantire che i risparmiatori siano pienamente informati e in grado di prendere decisioni consapevoli per il futuro finanziario dei loro figli.

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